Eccentrico quanto basta e generoso come davvero non te lo aspetteresti mai, è un conoscitore di sguardi, attento lettore dell’animo umano, detentore di esperienza e personificazione di autentico talento.
Le sue mani sono tozze, mai te le aspetteresti capaci di simile raffinata arte, e in quanto al suo atteggiamento, l’ironia e l’umanità che possiede si discostano dall’ambiente sterile e finto ovattato in cui ha scelto di diventare grande, al punto che non crederesti mai in tanto equilibrio tra persona e professionista.
Quando si rivolge a me lo fa con lo stesso tono con cui lo farebbe un nonno, e quando mi vede giù o triste o contrariata, mi viene vicino e mi fa, piccola, ascolta me, aggiungendo poi, sparse qui e là, battute simpatiche per strapparmi un sorriso, lui che l’allegria ce l’ha negli occhi.
Non dimostra gli anni che ha, acuto e intelligente com’è, fonte inesauribile e instancabile di colpi di genio e ponderatezza, mix di delicatezza e concentrazione, votato al prossimo per eredità e passione, impegnatissimo per scelta; e perché se così non fosse ci sarebbero molti meno sorrisi nelle silenziose vite di tante persone.
Ecco, di professione lui restituisce sorrisi, e va da sé che se una bimba di soli quattro anni appena uscita dalla sala operatoria ha voluto che lui le tenesse a lungo la mano, definirlo uomo con la U maiuscola, capirete bene, è il minimo.
Rimane indescrivibile la sicurezza con la quale si muove, eppure non c’è ombra di presunzione in lui, ma solo immensa classe. Ecco, c’è qualcosa in lui capace di catturare l’attenzione, qualcosa per la quale non smetteresti mai di ascoltarlo,
di ammirarlo.

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