Mi guardo un po’ intorno. Vedo l’accoglienza e la semplicità di quei posti, sento quel calore sprigionato da inverni freddi, panchine gelate la mattina all’alba e gente in bicicletta che sfida venti polari, taglienti e rigeneranti. Poi guardo ancora, e vedo edifici tanto alti da far venire la vertigini a guardarli dal basso verso l’alto, anzichè a guardar giù. Vedo cemento a perdita d’occhio, e serpentoni d’asfalto che si intrecciano con trame avveniristiche disegnando i contorni di metropoli stellari.
E poi sì, la domanda me la sono posta. Dove mi piacerebbe vivere? Dove costruire il futuro, dove far abitare la realtà ed ambientare i sogni?
Sì, è così, lo voglio un altro posto al mondo da poter chiamare casa.
Quando sono in una città nuova mi fermo un istante e resto in ascolto, per poi rendermi spesso conto che non la sento mia, che non è come incontrare qualcuno e avere subito la netta sensazione di conoscerlo da una vita.
Precisato che casa non è un luogo fisico, che casa è ogni luogo al mondo se abitato dalle persone a cui vogliamo bene, mi sento anche di aggiungere che accanto a questo ogni luogo mette poi del suo.
Ho visto paesi tanto piccoli da poter essere girati interamente in una dozzina di minuti, e città tanto grandi da non riuscire a visitarle totalmente neppure in una vita intera.
Io dico che ogni città è scandita da ritmi che sono solo suoi, ogni città ha un cuore che batte, una sua anima. In ogni luogo della Terra il cielo ha un’angolazione diversa e il vento porta con sé profumi unici ricchi di tradizioni e colorati di sorrisi.
E’ come se in un certo senso la città giusta fosse quella della quale ti innamori, quella in cui riesci a vagare lungo una strada mai vista sapendo che forse ti perderai, ma sentendo dentro di te che qualsiasi direzione ti porterà nel posto giusto; quella in cui se ti guardi intorno non ti senti perso, ma desideroso di scoprirla di più, di girarla il più possibile dall’alba al tramonto, per vedere di che colore si tingerà il cielo al calar del sole; per ammirare la luna che brilla sospesa in una mare di stelle.
Ecco, una città in cui sentirmi persa in una dolce morsa di poetica ispirazione, un luogo sconosciuto ma straordinariamente familiare, in cui vedere la volta stellata diventare tetto, le pareti farsi invisibili, e il vento comporre per me ogni sera una melodia nuova.
Sono queste le sensazioni che vorrei avere. E non avrà alcuna importanza se tutto questo sboccerà tra le capanne fiori del deserto, tra grattacieli mozzafiato o lungo le vie di una tranquilla cittadina ricca di storia e modernità. Le coordinate geografiche non avranno nessuna importanza, certe coordinate le detta solo il cuore.
Resterò semplicemente in ascolto, città, qualunque tu sia, ovunque tu sia. Per vedere se il ritmo con cui vogliamo vivere è compatibile, per vedere se lì da te il vento conosce il mio nome.

No comments yet
Feed dei commenti di questo articolo