Un desiderio che brucia ardentemente, passione e dolore, il sole che mi scalda in giornate troppo fredde, le parole di un amico vero, una foto scattata nella mente, ricordi che mi fanno compagnia, volti e sorrisi che mi prendono per mano.

 

E poi ancora giorni e giorni passati dietro ad una scrivania, nel piacere e nel dovere di uno studio faticososempre, con quella staticità ingombrante eppure inconsistente come nebbia in una mattinata di gennaio, con un caldo che fa venire i brividi e fa desiderare lunghi pomeriggi nel silenzio della natura, in bicicletta magari, con il cinguettio degli uccellini e la prepotente delicatezza del vento.

 

E se c’è chi, con un cacciavite e una chiave inglese, riesce a costruire un ipermarcato nel deserto, io allo stesso modo, con una calcolatrice, una penna e tantotantosudoredellafronte sono chiamata ad un’impresa ben più ardua: si costruisce il futuro qui.