Me ne sto seduta, nel bel mezzo di una prospettiva insolita, nuova, angolata, spigolosa; libera. Con lo sguardo perso nell’azzurro, baciata dal sole frescoprimaverile che filtra allegro tra i rami degli alberi, assorta nell’ascoltare il vento. Me ne sto seduta sì, ma forse, in realtà corro. E cammino tuttavia.

 

Guardo il tempo, il mio tempo. Lo prendo, lo interrogo, ci parlo. Voglio ascoltarlo, cambiarlo, strattonarlo forse il mio tempo. Provo a solleticarlo, a farlo sorridere, a giocarci, a divertirlo, a divertirci insieme. Io e il mio tempo.

 

E nel momento stesso in cui ci penso, mi si stampa sul viso un sorriso simile a quello che spontaneamente sorge quando fisso ad occhi aperti il sole alto nel cielo.