Non so; avete mai pensato ad un gesto semplice avendo la netta sensazione che arricchirà la vostra giornata? Del tipo una telefonata ad una persona che non è vostra amica, che è semplicemente una vostra conoscente, per farle coraggio e per darle forza? E la riflessione che ho fatto è stata: se credo davvero che questo gesto sia importante, in quanto indica che mi dispiace perchè quella persona sta soffrendo, perché sta a significare che le voglio stare vicina nella sua sofferenza; forse, e dico forse, ho trovato la chiave di (s)volta.
Questo allora, e dico allora, sta a simboleggiare quella miriade di sfumature della giornata, quella sensazione di umana vicinanza, quell’essere così attenti senza invadenza, così vicini nella lontananza.
Un pensiero, un pensiero che vola lontano; sì, un pensiero. C’è attenzione in questo, c’è anche emozione in questo. C’è la volontà di condividere per quanto possibile, di portare un peso sulle spalle un po’ per uno, di fare “a mezzi” con le difficoltà, di dare l’appoggio non di una spalla sola ma anche di entrambe per sorreggere, o piangere, o stare in silenzio.
Tutto quello che so di questa persona è che dedica la vita al proprio lavoro, svolgendolo con serietà, dedizione, entusiasmo. Tutto quello che so è il dolore intravisto in quegli occhi stanchi di vedere a loro volta soffrire chi amano.
E’ il dispiacere che si legge nell’espressione del viso, nei gesti distratti, nel tono preoccupato della voce. In quella dannata lampadina sostitutiva di quel sole vero che non splende più, quella lampadina che deve necessariamente accendere perché la vita va comunque avanti, con la stupida consueta convinzione che sia necessario far finta che tutto vada sempre bene.
Penso ora che qualcuno oggi, domani l’abbraccerà. Avrà persone vicino, voci amiche, sorrisi sinceri.
Si dice che il tempo abbia la capacità di guarire; allora domani tornerà il sole, la serenità, la gioia. I ricordi bruceranno meno, e il calore delle persone che l’hanno sostenuta diventeranno linfa vitale, ossigeno, felicità pura.
Vedere qualcuno che sta male, che soffre, in questo caso per la sofferenza di una persona che ama, mi provoca un dolore acuto, un senso di impotenza, è un colpo allo stomaco, un dispiacere invadente, persistente, arrogante.
C’è in me il sincero augurio per questa persona di giorni migliori e la sensazione forte di umana vicinanza.

1 comment
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7 Aprile, 2008 a 7:29 pm
Gianluca
Senza parole………hai un cuore immenso e un animo profondo.