“[…]

Nell’inverno del 1981, mentre camminavo con mia moglie per le strade di Praga, vidi un ragazzo che disegnava su un foglio i palazzi circostanti.

Anche se mi sento assalire dal terrore alla sola idea di caricarmi di oggetti-ricordo durante i viaggi – e quello era ancora lungo -, uno dei disegni mi piacque particolarmente e decisi di acquistarlo.

Quando gli porsi il denaro, mi accorsi che il ragazzo non aveva i guanti, nonostante la temperatura fosse di cinque gradi sottozero.

 

«Perché non usi i guanti?» domandai.

«Senza posso impugnare meglio la matita» rispose. Poi attaccò a raccontare che amava Praga d’inverno, che quella era la stagione migliore per disegnare la città. Fu talmente contento della vendita che decise di fare un ritratto a mia moglie, senza chiedere alcun compenso.

Mentre aspettavo che terminasse il disegno, mi resi conto che era accaduto qualcosa di molto strano: avevamo conversato per quasi cinque minuti, senza che uno parlasse la lingua dell’altro. Eravamo riusciti a capirci solo con i gesti, i sorrisi, le espressioni del volto e il desiderio di condividere alcune cose.

Sì, il semplice desiderio di condividere ci aveva consentito di entrare nel mondo del linguaggio senza parole, dove tutto è sempre chiaro e non esiste alcun rischio di essere mal interpretati.

[…]”

 

[Tratto da Sono come il fiume che scorre - Paulo Coelho]

 

Un esempio di vera comunicazione. Trovo che tutto ciò sia bellissimo.