Lo chiamano
A guardarlo sembrerebbe il paese delle autostrade. Immensi serpentoni di cemento che si sdraiano su una terra finta ricca, correndo per chilometri su e giù lungo una forma buffa.
Il colore che domina è il grigio: delle case, delle strade, del cielo.
Il vento è un vento stanco e impersonale, che soffia proprio perché deve; perché quello è ciò che sa fare, ma se potesse forse si risparmierebbe il disturbo. In fondo perché mobilitarsi tanto per quattro squarci di presunto azzurro sporcati dal nero delle fabbriche, dei motori, di questa CIVILTA’ (???).
E’ un vento stanco di tutte le parole che a lui vengono gettate.
Lo chiamano paese del sole, ma non fa uso di pannelli solari.
Lo chiamano paese del mare, un mare sempre più inquinato, sporco.
Lo chiamano paese industrializzato, ma non si trova lavoro lì, i prezzi delle case sono alla stelle lì, il costo della vita aumenta a dismisura lì; è il paese che manca di tutto.
Lo chiamano paese del turismo, lo stesso che è in forte calo.
Lo chiamano paese di artisti e scienziati, gli stessi che vanno via, altrove, perché quel paese non sa offrirgli nulla che li spinga a restare.
Lo chiamano paese ricco, e invece è sempre più povero.
Anche la pioggia lì ha un che di diverso. E’ fitta quando cade, fredda, un po’ scura, triste. Nel suo precipitare fa suonare l’allarme delle macchine; di macchine in quel paese ce ne sono milioni. L’uomo lì misura la sua ricchezza così. Il resto non lo vede.
Il tempo è strano lì. Indeciso. Piove, poi esce il sole. Piove ancora.
E’ il paese dalla lingua rinomata e apprezzata; altrove, ma non lì. Gli uomini di quel paese credono poco nel linguaggio. Parlano molto, ma comunicano molto poco. Non ci credono più.
Lo chiamano il paese del tutto. E invece è il paese del niente.
Ma se un paese è stato chiamato in tutti questi modi, forse un tempo si avvicinava ad esserlo, voleva esserlo.
Allora forse è il paese per cui un giorno si potrà dire di nuovo lo chiamano; stavolta senza ma.
Tag: Tutto e niente
8 Aprile, 2008 alle 10:44 pm
Bel post, articolato bene. Storia della triste realtà!! Mi piace l’ottimismo che si intravede sempre alla fine degli articoli, è importante
8 Aprile, 2008 alle 10:59 pm
@Fenice: Diciamo che la speranza non deve mai mancare. Bisogna essere realisti tendendo al positivo; è un buon punto di partenza.