Guardo in lontananza fuori dalla finestra. La prospettiva non è un granchè. I palazzi di fronte sono più alti di questo, quindi coprono la visuale; o meglio nascondono una visuale migliore; cielo, alberi, sole, luce; qualcosa che non sia grigio, come già mi appare questa giornata. Guardo meglio. Tra le innumerevoli vetrate scorgo uno squarcio di azzurro; beh, non proprio. E’ un colore spento, tipico di quelle giornate “mezze mezze” che non sai se devi uscire con l’ombrello per la pioggia o con l’ombrellone da spiaggia per il sole. 

 

I palazzi sono terribilmente sporchi in questa città; ora ne ho un’ulteriore triste conferma. Ne ho davanti tre, un tempo, forse, di colore giallo. Oggi chiazzati di nero, sporcati dalla ruggine, con tante boe appese qui e lì: sono i motori dei condizionatori.

 

Lo noto ora: non ci sono balconi. Mah, la sirena di un’ambulanza mi riporta alla realtà. Quando sento il suono di un’ambulanza mi viene sempre istintivo augurare che tutto vada bene a quel signore, o signora che in quel momento è lì. Spero vada tutto per il meglio. 

 

Ora esce un raggio di sole in più; e speriamo me la illumini questa giornata.