A volte mi capita, guardando il cielo, di avere la sensazione che il colore dei miei occhi si fonda con l’azzurro. Mah, che stranezza. È come se i miei occhi e il cielo fossero un tutt’uno, un colore solo, una dimensione sola. È una sensazione piacevole, lo confesso. Guardo fuori, alzo lo sguardo. È un sentirsi parte del tutto.

 

Oggi, leggendo Sono come il fiume che scorre di Paulo Coelho, mi è parso chiaro il senso:

 

“[…]

A un certo punto, tento di spiegare ad altri invitati l’idea alchimista secondo la quale ciascun essere umano racchiude l’Universo intero – ed è responsabile di esso. Lotto con le parole, tuttavia non riesco a trovare un’immagine vivida che possa spiegare questo concetto.

Il pittore, che ascolta in silenzio, chiede ai presenti di guardare dalla finestra.

«Cosa vedete?»

«Una strada del Village», rispose qualcuno.

Il pittore appiccica un foglio sul vetro – adesso non si riesce più a vedere la via.

Poi con un temperino, ritaglia un piccolo quadrato nella carta.

«Adesso se qualcuno guarda da qui, che cosa vede?»

«La stessa strada», replica un altro invitato.

Il pittore ritaglia vari quadrati sul foglio.

«Come ogni finestrella di questa carta contiene la stessa strada, ciascuno di noi racchiude il medesimo Universo», dice.

[…]”

 

Ecco l’immagine: parte del tutto.