Penso alle giornate di primavera, con i profumi forti dei fiori che sbocciano, con il verde che torna a portare ossigeno, in tutti i sensi. La natura rinasce, si risveglia, donando a questa terra colori e profumi nuovi e al tempo stesso già conosciuti; ritorno alla vita. Mi piace il sole, che in questo periodo dell’anno è gentile, accarezza l’anima solleticandola, dandole quasi conforto. Luce. Questa mezza stagione, in cui non si patisce né il caldo né il freddo; in cui puoi lasciare la maggior parte della volte l’ombrello a casa; in cui la visiera del casco non si appanna; i guanti non servono. In cui, insomma, tutto sembra mosso da una totale armonia del tutto. Meraviglioso. Amo la primavera, e mi rattristo nel pensare che è oramai destinata a scomparire; si perché a quanto pare l’uomo non sa proprio apprezzare questa mezza stagione; troppo spesso indaffarato a distruggere anziché a salvaguardare. Troppo spesso accecato dagli estremi. Bianco e nero sembrano essere gli unici colori possibili, senza ricordare che esiste una scala infinita di grigi; dimenticando troppo spesso che scegliere nel mezzo non vuol dire scegliere a metà.  

 

E allora eccoci qui, senza quasi più primavera, perché il clima cambia: sconvolto, stravolto, irriconoscibile. I ghiacciai si sciolgono, il buco nell’ozono è ormai una voragine scura, chiave di lettura di disastri ambientali, ecologici, umani. L’uomo che distrugge se stesso. E allora inverno o estate, freddo e pioggia a non finire o caldo torrido, afa, siccità. E ancora smog, inquinamento. Inondazioni, onde anomale, uragani, tifoni, terremoti, eruzioni vulcaniche, frane, alluvioni. Sempre più spesso. Sintomi questi, di una terra malata, della natura che si ribella perché troppo spesso sfruttata, incanalata, calpestata, distrutta. 

L’aria è irrespirabile, e non solo per l’inquinamento. C’è la puzza di marcio di una condotta autodistruttiva da parte di una società non più in grado di scegliere tra il bene e il male, ma solo tra ciò che conviene o meno. Un mondo in cui la perdita di valori sani fondanti la coscienza sta crescendo esponenzialmente, un mondo in cui è tutto approssimativo; non c’è impegno, non c’è entusiasmo, non c’è umiltà, non c’è il fuoco della passione verso un ideale che ti spinge a mobilitarti, a credere in te stesso e negli altri, a dare di più, a fare di meglio. C’è la progressiva perdita dei sentimenti, delle emozioni, della comunicazione inter ed intra-personale. Il senso della famiglia e dell’amicizia si stanno perdendo; molti non sanno cosa sia l’amore. La cultura non esercita più nessuna attrattiva sui più; la scuola viene scritta spesso con la lettera “k” (skuola), perché così “fa figo”; peccato però che l’istruzione seria sia rara, la conoscenza della nostra bellissima lingua quasi del tutto persa, il piacere di studiare e l’amore per la cultura spesso sconosciuti e distanti.  

Certo fortunatamente non è tutto così il mondo. Ci sono ancora persone mosse da valori forti, da principi sani; persone che hanno coscienza, sensibilità, onestà, amore per la cultura, consapevolezza, fiducia in se stessi e negli altri. Voglia di fare bene. Allora mi dico che sì, questo mondo può migliorare, mi dico che la primavera tornerà. E’ una stagione bellissima.