Eh la vita da liceali…

Arrivi il primo anno che sei piccola,

spaventata,

non sai cosa ti aspetta,

non sai cosa vivrai,

cosa imparerai.

Insomma non sai pressoché nulla quando arrivi,

ma in fondo ad ambientarsi ci vuole poco.

E così già dopo qualche giorno

ti aggiri per i corridoi,

scrutando quelle facce un po’ spaurite,

come la tua,

e altre più sicure,

spavalde.

E tu stai lì,

che ti chiedi

ma cosa mi aspetterà qui dentro?

In questi cinque anni quali avventure mi aspettano?

Eh si,

entri che ti fai queste domande,

e poi,

senza accorgertene,

sei già all’inizio dell’ultimo anno;

e cominci a guardare quella scuola in modo diverso.

Ora ti appartiene decisamente un po’ di più.

E ti ritrovi a camminare nei corridoi in maniera diversa,

guardi quello che ti circonda

e pensi che sì,

sei cresciuto in quella scuola.

Succede quello che non ti aspetteresti,

quello che succede solo nei film…

succede che ogni angolo di quell’edificio è un ricordo,

che ogni viso lì dentro ti ha lasciato qualcosa,

che tu non dimenticherai,

e che poi,

in fondo,

un po’ ti mancherà.

Succede che gli ultimi mesi sono come un lungo,

inesauribile flash-back,

un’emozione prolungata,

un ricordo continuo,

una sorta di lunghissimo addio.

Ti senti parte di quella scuola,

parte di tutte quelle esperienze che lì hai condiviso,

parte dei giorni di pioggia che ne hanno bagnato le mura,

e dei giorni di sole che ne hanno fatto risplendere l’imponenza,

la maestosità;

un gigante buono.

Te ne senti parte,

ma al tempo stesso sai che presto tutto questo

sarà solo un ricordo,

un frammento di vita;

sai che sarà presto passato.

E ti rendi conto che è giusto così.

Sarà passato,

sì,

ma non lo rimpiangerai,

farà sempre parte di te;

avrà semplicemente una nuova collocazione.

Rimarrà in un cassetto della memoria,

perché quello sarà il suo giusto posto.

E la vita andrà avanti.

E ti sembrerà ieri, quel ricordo.