Non ne capisco bene il motivo, ma ogni volta che mi capita di prendere l’autobus (assai raramente a dire il vero), c’è qualcuno che se ne sta seduto e piange………pioggia proprio. Persone che sedute in un posto qualsiasi, in una giornata qualsiasi, versano lacrime amare per chissà quale ragione.

In effetti secondo me l’autobus fa uno strano effetto, è un luogo particolare. Sei con tante persone ma sei solo, senti tanta confusione, ma è quella assordante del tuo silenzio interiore; e soprattutto hai tempo.

Tanto o poco, hai comunque tempo.

Una cosa questa che la gente non è più abituata ad avere; quasi nessuno si sente più padrone del proprio tempo.

Così se vieni catapultato in questa dimensione ormai surreale, sconosciuta o parzialmente tale, allora fai mente locale e pensi; così magari sorridi, o piangi. Sei con te stesso, da solo. E quando la corsa è finita, torni alla normale dimensione delle cose, alla vita di tutti i giorni, nella quale esiste ancora chi crede che piangere sia segno di debolezza, nella quale forse non troverai nessuno disposto ad ascoltare quello che hai da dire.

Una vita in cui troppo spesso non ci sono né autobus né gente che pensa.