Nevertheless - Trotzdem - Etiam nunc

16 Maggio, 2008 by acquadifonte

 

E il Vento segue la stessa strada

del Cuore

quando in quel cielo festoso stellato

disegna

lampi di foglie

e tuoni di sorrisi tutt’intorno.

Ora, adesso, oggi

15 Maggio, 2008 by acquadifonte

 

Mi sento come una che finito il proprio percorso di formazione si è resa improvvisamente conto che forse avrebbe voluto fare altro nella vita, e che magari avrebbe voluto farlo altrove. Amo questo Paese e questa città, e nonostante quest’ultima sia abbastanza grande da poter scendere in strada e non conoscere nessuno, a volte mi va’ stretta; stretta come un paio di scarpe troppo piccole.

                                    

 

Ma accanto a questo, ora, adesso, oggi, capisco che realmente c’è altro. Il potenziale. La gioventù, il talento; il potenziale. La possibilità, la fortuna, di poter scegliere. Il rendersi conto che i se e i ma non contano nulla, perché la vita è ora e va vissuta sfruttando quella potenzialità, cercando di capirla; con paura forse, ma con coraggio.

 

Lo stesso che ci permette di chiamarci liberi, lo stesso che ci lascia la possibilità di decidere, il medesimo che è frutto di lacrime e sudore, quello che ci dice chi siamo, da dove veniamo, e che ci ricorda in ogni istante che siamo solo noi a scegliere dove vogliamo andare. Senza rifugiarsi in comodi convenzionalismi, senza nascondere la testa dietro quel muro di ignoranza che più o meno consapevolmente viene costruito ogni giorno al solo scopo di potersi scrollare di dosso responsabilità e impegni. L’onere e l’onore di scegliere. L’onere e l’onore di poter sfruttare quella potenzialità.

 

E allora mi dico ora, adesso, oggi, che arrivare un giorno a dire che avrei voluto fare altro e magari altrove, ha poco senso; sarebbe come non frenare quando sai benissimo e con il necessario preavviso che stai andando a sbattere. E’ rimanere a guardare, è far decidere al caso. E’ non fare il passo successivo. Bisogna guardare oltre e provare. Perché è meglio provare e non riuscire che non riuscire a provare.

 

E non è che tutto ciò fino a questo istante non mi fosse chiaro. Solo che a volte ci vuole qualcuno o qualcosa che te lo ricordi. Dettagli li chiamo io; o semplicemente benevola casualità. Una cosa, questa sì: quanto scritto in questo post è interamente dedicato a chi ha realizzato il film Lions for Lambs, e a chi, ogni giorno, ha il coraggio di fare il passo successivo, permettendo a noi, di chiamarci liberi.

 

C’è chi in questo film ha visto uno schierarsi politicamente. Io, che di politica non mi interesso e che non sto parlando di politica, non ho preso in considerazione questo aspetto neanche per un secondo. Non parlo di politica. Non è questo che mi importa, non è questo che ha importanza. Quanto da me scritto è super partes, non riguarda nessuno schieramento. Ho semplicemente colto un personale insegnamento per la vita di tutti i giorni, per le giornate qualsiasi che qualsiasi non sono mai.

 

Parlo dell’onere e dell’onore di poter sfruttare quella potenzialità, ovvero il talento che ciascuno ha nei più svariati campi; di avere il coraggio di utilizzarlo nella vita di tutti i giorni, in cui problemi piccoli sembrano insormontabili, ma che è la stessa vita che ci appartiene e che è il bene più prezioso che abbiamo; la stessa in cui è sempre meglio provare e non riuscire che non riuscire a provare.

 

Grazie infine, lasciatemelo dire, a quello che da anni reputo il miglior attore e regista, nonché uno dei produttori maggiormente impegnati, del cinema mondiale. A lui, inoltre, un ringraziamento per aver istituito il Sundance Institute e il Sundance Film Festival, per la fiducia e l’entusiasmo che con essi da anni dimostra nei confronti dei giovani: grazie a Charles Robert Redford Junior.

Semplicemente sorridere

14 Maggio, 2008 by acquadifonte

 

Ecco. Io li chiamo dettagli; regali della vita, attimi della giornata. Di quei fulmini a ciel sereno che ti fanno girare la testa e guardare a bocca aperta, di quelle improvvisate che la vita ti fa, e che ti fanno letteralmente inciampare e andare a sbattere su qualsiasi cosa hai davanti. Perché in quel momento sei assorto, benevolmente rapito in quel dettaglio della giornata che te la rende speciale.

 

Quel dettaglio che ha la capacità di stupire, di meravigliare, di far sorridere. Quel dettaglio in cui si spera sempre, lo stesso che sa di imprevisto, il medesimo che ha tutto il profumo delle cose che sanno di buono.

 

Quel dettaglio che poi dettaglio proprio non è. Un lampo, un flash, un raggio di sole, una goccia di pioggia, un tramonto che vale un’alba. E basterebbe fare solo un po’ più di attenzione per accorgersene; perché i dettagli amano le improvvisate, amano sorprendere.

 

Allora io cerco solo un punto di vista privilegiato per poter vedere meglio tutti i dettagli della mia vita. Lasciandomi sorprendere; semplicemente sorridere.

Raindrop

13 Maggio, 2008 by acquadifonte

 

Cade la pioggia. Un cielo grigio, plumbeo a tratti, scostante, diffidente. Viene giù l’acqua intermittente in apparenza, solo (in)costante in realtà. Rumoreggia, con quel suo inconfondibile sbattere su tutto per non rimanere poi su nulla. Bagna questa città, bagna i miei pensieri, li inzuppa; li affoga e li annaffia.

Si diverte a creare pozzanghere in formato oceano, in giornate come questa, in cui il bicchiere d’acqua pieno a metà è lì davanti a te, e sai bene che la prospettiva conta: vederlo mezzo pieno o mezzo vuoto dipende solo da te.

 

Cade la pioggia. E, forse, arriva oggi per dire cambia. Le nuvole coprono la vista del sole per dire guardalo più spesso, il vento è assente per dire ascoltami di più nel mio silenzio, nel mio fluire, nel mio essere. Le foglie sugli alberi sono immobili, per dire che c’è altro da vedere. Molto di più.

 

La pioggia cade, per dire rialzati.

Ma nulla si perde davvero

13 Maggio, 2008 by acquadifonte

 

‘ Nessuno fa caso all’acqua che evapora dopo le piogge; quando torna il sole. Poco importa se in quell’acqua ci sono anche le lacrime spese a piangere per amore, per dolore. L’acqua evapora, torna nell’aria e torna nei nostri polmoni, respirando il vento che ci investe il viso. E le lacrime tornano dentro di noi, come le cose che abbiamo perso; ma nulla si perde davvero. Ogni secondo che passa, ogni luna che sorge, non fanno altro che dirci: vivi, vivi e ama quello che sei, comunque tu sia, ovunque tu sia; guarda in alto verso il sole, chiudi gli occhi, e non stancarti mai di sognare. ‘

 

[Tratto dal film Ho voglia di te]

Io e il mio tempo

12 Maggio, 2008 by acquadifonte

 

Me ne sto seduta, nel bel mezzo di una prospettiva insolita, nuova, angolata, spigolosa; libera. Con lo sguardo perso nell’azzurro, baciata dal sole frescoprimaverile che filtra allegro tra i rami degli alberi, assorta nell’ascoltare il vento. Me ne sto seduta sì, ma forse, in realtà corro. E cammino tuttavia.

 

Guardo il tempo, il mio tempo. Lo prendo, lo interrogo, ci parlo. Voglio ascoltarlo, cambiarlo, strattonarlo forse il mio tempo. Provo a solleticarlo, a farlo sorridere, a giocarci, a divertirlo, a divertirci insieme. Io e il mio tempo.

 

E nel momento stesso in cui ci penso, mi si stampa sul viso un sorriso simile a quello che spontaneamente sorge quando fisso ad occhi aperti il sole alto nel cielo.

Verblassen

9 Maggio, 2008 by acquadifonte

 

E’ lì,

l’inconfondibile pennacchio

della Nave invisibile,

dipinta d’azzurro

ma percettibile di colore nessuno.

Veleggia

senza Vento

da Tempo indefinibilmente lungo;

lo stesso Tempo che impiega il luccichio di una foglia a catturare

futilmente

l’attenzione.

Quia

7 Maggio, 2008 by acquadifonte

 

E l’ingannevole inerzia del Tempo

somiglia sempre più all’inafferrabile velocità della luce

sorpresa dal flash

di una macchinetta fotografica

usata in pieno giorno,

contro luce,

mentre cade in una pozza d’acqua invisibile.

Sursum Corda - Swing - Abrégé

6 Maggio, 2008 by acquadifonte

 

Go upstairs All Star, go!

 

Sgocciola il Sole di Primavera

nel proporzionalmente inversionale Temporale di Sogni.

Quando si specchia in parallelo

5 Maggio, 2008 by acquadifonte

 

Una strada lunga, polverosa forse; o forse no. Grigia e consumata, ma sorprendente quando si specchia in parallelo; il cielo la rende diversa, la rende bella. La rende mia.

 

La bussola è lì, da qualche parte; è la strada che guida. La strada maestra che sembra non parlarti, che sembra non sbilanciarsi. Ma io tendo l’orecchio, apro il cuore e cerco di vedere.

 

E la musica che ascolto qui, fa eco alle mie emozioni, le accompagna, le capisce; ne è la colonna sonora. Guardo fuori dal finestrino e mi (ri)trovo a stupirmi; una certa confusione ordinata, un indirizzo, una freccia, una strada invisibile ma tangibile, sconosciuta seppure già percorsa, incomprensibile eppure chiara, grigia ma intrinsecamente azzurra; quando si specchia in parallelo.

 

E sorridere ancora, se sul ciglio della strada spunta un po’ di verde tra l’asfalto, se il vento si diverte a disegnare insieme alle nuvole, se gli piace giocare con i rami degli alberi. Se il sole riesce ancora a mettermi di buon umore.